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Biccari
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Panoramica di Biccari

All’ombra del Monte Cornacchia, la montagna più alta della Puglia, sorge il piccolo comune di Biccari, facente parte della provincia di Foggia. Edificato su di un poggio a 450 metri d’altitudine, il comune è praticamente immerso nelle fresche acque della Capitanata: vi troviamo, difatti, il lago Pescara, le sorgenti del torrente Vulgano, che attraversa il paese a sud-est e, infine, è sfiorato dai torrenti Lorenzo e Salsola.

Le origini di Biccari si perdono nella storia: territorio abitato fin dal Neolitico (a 700 metri d’altitudine è stato rinvenuto un antico insediamento, nonché il più alto per altitudine della Puglia), divenne inizialmente un avamposto militare verso la metà dell’anno 1000, grazie ai bizantini. Testimonianza della presenza bizantina a Biccari è sicuramente la Torre Cilindrica, avamposto militare costruito per difendere una delle arterie di collegamento più importanti per il piccolo centro, la via Traiana. È tuttavia con la conquista normanna che Biccari divenne a tutti gli effetti un centro abitato, per di più fortificato e sotto il controllo di un ufficiale di Roberto il Giuscardo, un tale Pagano, il quale istituì addirittura un vescovato poi deposto da Papa Alessandro II.  Un ampliamento del nucleo abitativo e del conseguente territorio, invece, c’è stato solo con Guglielmo d’Altavilla, nipote di Roberto.

Biccari
Lago Pescara

Nel susseguirsi degli anni e dei secoli, Biccari passò in mano di famiglia in famiglia, arricchendosi di palazzi nobiliari; alcuni, come quello signorile attualmente sede del municipio, sono ancora oggi esistenti.

Nonostante sia stata in passato un possedimento nobiliare, Biccari è anche tristemente nota per la rivolta antiunitaria del 1860, sedata violentemente nel sangue. Inoltre, facente parte ormai dell’Italia unita, nel 1874 i territori del paese vennero liberati, separati e privatizzati, estirpando così ogni traccia di quel feudalesimo che Biccari aveva respirato fin dai suoi antichi albori.

Una piccola curiosità, che andremo ad approfondire più avanti: un antenato diretto delle sorelle Mastelloni, membro della famiglia Menichella e proprietario di quel terreno ad oggi adibito alla coltivazione dello zafferano, prese parte alla rivolta antiunitaria di Biccari. Arrestato e condannato alla fucilazione, venne incredibilmente liberato quando il fucile fece cilecca per ben due volte, mentre l’unico sparo venne effettuato verso l’alto. Inoltre, la famiglia Menichella era stimata e amata dal popolo, in quanto soliti condividere le derrate alimentari, specie durante il periodo di rivolta, con gli abitanti di Biccari.

Ad oggi, forte della sua posizione sul Monte Cornacchia e della sua storia, Biccari è divenuto un tranquillo e grazioso centro turistico e ricco di coltivazioni circostanti. È possibile visitare non solo la montagna su cui sorge, ma anche il grazioso centro, con la Torre bizantina, Palazzo Caracciolo, il portale medievale di Palazzo Gallo, la chiesa romanico-gotica di San Quirico, il bosco della Cerasa ed il Boschetto oltre all’area naturale del lago Pescara.

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