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Lo zafferano

La coltivazione dello zafferano

Iniziare a coltivare lo zafferano non è difficile, anche se è consigliabile partire con un modesto quantitativo di bulbi. Questo per rendersi conto di quanto lavoro comporti la coltivazione.

Clima e terreno dello zafferano

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Campo di zafferano

Lo zafferano è una pianta di grande ruvidezza e sopporta sia le bassissime temperature (fino a -15°C), e sia la calda aridità estiva. Non richiede esigenze particolari per quanto riguarda il terreno, purché sia opportunamente concimato e privo di ristagni di acqua. Logicamente, l’ambiente influisce sulla vegetazione complessiva della pianta e, di conseguenza, sulle caratteristiche del prodotto. Qualunque sia la natura del terreno, per la buona riuscita della coltura si richiedono tre condizioni :

  1. Un solco profondo (di circa 40 cm) e ben lavorato,lasciando le zolle all’azione degli agenti atmosferici invernali per molto tempo. A parte questo, il terreno ottimale dovrebbe essere soprattutto fertile.
  2. Un terreno che non sia stato coltivato a zafferano per almeno un anno prima della piantazione, come hanno dimostrato alcune esperienze precedenti in diverse zone del territorio.
  3. Concimazioni organiche. Lo zafferano beneficia soprattutto di letamazioni effettuate un anno prima su altre colture, pertanto si possono escludere letamazioni alla coltura di zafferano in atto, a meno che non siano necessarie. Prove effettuate in terreni fortemente umiferi, con torba o humus di lombrico, non hanno dato buoni risultati, ed inoltre le concimazioni chimiche non influiscono particolarmente sulla qualità.

Tipo di coltivazione ed impianto

Si può coltivare lo zafferano con ciclo annuale o poliennale. Annuale significa che ogni anno si scavano i bulbi e li si ripiantano su un altro terreno; poliennale significa lasciare i bulbi per 3-5 anni nello stesso terreno.

Nel caso di coltivazione annuale si risparmia molto lavoro nel togliere le erbacce e si è meno soggetti a parassiti e malattie, anche se il lavoro di espianto e impianto dei bulbi è però molto intenso e faticoso.

La coltura poliennale invece chiede un po’ più di lavoro per quanto riguarda la pulizia dalle erbe infestanti ed è più rischiosa per quanto riguarda il fusarium (malattia funginea), ma si lavora meno, perché non necessita di nessun tipo di impianto ed espianto ogni anno.

Per quanto riguarda l’impianto dei bulbi, essi si mettono nel terreno a circa 15 cm di profondità (anche 20 cm se si preferisce la coltura poliennale) e l’impianto va fatto nel mese di agosto o comunque prima che finisca l’estate.

Per il sesto d’impianto invece, la distanza che si consiglia tra una pianta e l’altra è di 8-10 cm – dipende dalla grandezza dei bulbi -, anche se, in genere, si tendono a creare delle file distanti tra loro di 60-70 cm. Per la baulatura, si possono mettere 2 o 4 file su ogni bancale rialzato.

Fonti consultate:

Di Luciano F. – I libri di vita in campagna: lo Zafferano – Edizioni l’informatore agrario – 1990;

Coltivare lo zafferano nell’orto

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