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La nostra attività

Una gita in campagna

Garden Amaryllis in visita ai Monti dauni: una giornata dedicata al fior di zafferano

L’ultimo scorcio di ottobre ci stava riservando un clima fin troppo secco e caldo, ragione per la quale i fiori di zafferano non sarebbero dovuti sbocciare. Invece, lo hanno fatto, si sono schiusi, compiendo il piccolo grande miracolo della loro fioritura autunnale.

Attendevamo il momento e, più di noi, lo attendevano le socie dell’Associazione “Garden Amaryllis” di Foggia, amiche dei fiori speranzose di assistere in prima persona all’evento della schiusa del crocus sativus e affluite tutte insieme sui Monti dauni settentrionali, a bordo di un pulmino preso a nolo, inerpicantesi lungo impervie salite e poi giù per la discesa del “Petrale” (così si chiama l’antico campo di ulivi, eredità di zi’ Vanne), dove all’ombra di alberi secolari da qualche anno si stendono e prosperano il piccolo orto e i pochi filari di zafferano da noi coltivati con pazienza e fiducia.

È una splendida mattinata, il sole è alto, quando il bus, coperto dalla polvere della carrettiera, entra nel fondo e, aperte le porte, libera l’uscita a un gruppo di belle signore saltellanti, alcune accompagnate dai condiscendenti mariti, questi ultimi ben consapevoli di essere ospiti d’eccezione, perché l’Associazione è un gruppo di vestali del sacro amore per i fiori, tutte donne.

Un vociare concitato e allegro si spande sul silenzio della campagna e inizia di qui la fase della gita a lungo desiderata da tutte e tenacemente voluta e organizzata da Stefania, la presidente dell’Associazione.

Il colpo d’occhio è suggestivo, lo leggiamo anche nello sguardo delle signore che, appena scese dal bus, si voltano attorno, abbandonandosi a sorrisi di meraviglia e a parole di apprezzamento. La terra sfoggia i colori dell’autunno, lo fa con grazia delicata e mirabile incanto.

Qui tutto è al suo posto perché noi ce lo abbiamo messo, lo abbiamo fatto con dedizione e amore, senza fini di lucro. È il nostro modo devoto di vivere la campagna.

Io e mia sorella non siamo coltivatrici ma semplici appassionate, principianti per diletto, fervide estimatrici della terra. Appena i nostri rispettivi lavori cittadini ce lo consentono, corriamo qui a temprarci e rigenerarci, applicando noi stesse alla cura delle piante dell’orto e dell’uliveto ma anche ai lavori di manutenzione del piccolo casolare in tufo eretto, oltre due secoli fa, a breve distanza dagli argini di un canale naturale bonificato che conduce acqua giù dalla montagna. Il “Petrale” è chiamato così perché il torrente scarica pietre sulla terra.

A dispetto della sassaiola idrogeologica, qui tutto è perfetto. Un mondo di pace e armonia si contrappone alla spiacevole realtà lasciata all’esterno di questo piccolo Eden, come negli idilli degli antichi poeti. Ed è l’armonia pacifica la nota dominante della gita nella percezione che ne ricevono le nostre amiche visitatrici, almeno a sentir loro.

Le signore sono desiderose di apprendere e noi parliamo della piantagione di zafferano, di come ci sia venuta in mente l’idea forse bislacca di coltivarlo sotto un campo di ulivi. E di come ci frulla nella testa l’idea, ancor più pazza, di mettere insieme olio d’oliva e zafferano in un prodotto unico, per un condimento che aspira a somigliare al nettare degli dei.

Ospitiamo le amiche nella casetta, l’abbiamo messa in ordine per riceverle degnamente. Offriamo un spuntino di pane e formaggio locali, col nostro olio di recente produzione e un dessert di dolcetti alla crema di zafferano.

Nulla di pretenzioso, due ore del fine settimana trascorse insieme in amicizia per celebrare una pianta iridacea contenente 150 sostanze volatili capaci di creare miracoli di colore, aroma e gusto, un antiossidante naturale che – alla nostra età – può fare solo bene.

Grazie alle amiche della “Garden Amaryllis” di Foggia e grazie al fior di zafferano per aver scelto di schiudersi in una così bella giornata e farsi ammirare da noi e da loro.

Biccari, 26 ottobre 2019.

Clara Mastelloni

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